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Presentazione

"GIUSTIZIA" è una rivista online con articolazione in tre parti: dottrina, giurisprudenza e novità legislative.

Ciascuna delle categorie di contributi fa riferimento alla classificazione per ragioni di materia in Diritto civile, penale e amministrativo, Diritto processuale civile, processuale penale e processuale amministrativo, Diritto europeo e Deontologia forense. È presente altresì un’area dedicata a temi vari, specialmente di attualità, che esulano, in tutto o in parte, dalla ripartizione tradizionale.

Le pubblicazioni avvengono a flusso continuo, senza predeterminazione dei tempi di uscita.

Gli organi redazionali sono:

  1. il direttore responsabile (Avv. Mauro Vaglio, Presidente del Consiglio dell’ordine degli avvocati),
  2. il direttore scientifico (Prof. Avv. Giorgetta Basilico),
  3. tre vicedirettori (Prof. Avv. Costanza Acciai,  Avv. Riccardo Bolognesi, Prof. Avv. Luigi A.P. Panella),
  4. un comitato scientifico (14 membri),
  5. un collegio di revisione (15 membri): i membri prescelti appartengono al mondo universitario e dell’avvocatura, nonché della magistratura di vertice, con competenze oltre che estremamente qualificate, anche sufficientemente variegate, in modo da riuscire ad interloquire con chiunque si renda disponibile alla pubblicazione con un proprio contributo,
  6. una segreteria di redazione (Avv. Giorgia Bonfanti e Avv. Eugenio Frasca, due giovani e valorosi professionisti, che hanno già manifestato un eccellente spirito di collaborazione).

L’accesso è libero, basta la registrazione, che consente sia di leggere i contributi, sia di presentarne uno proprio, che seguirà la ormai tradizionale trafila della lettura da parte di due dei revisori, prima della pubblicazione.

Anche la struttura dei contributi è di tipo piuttosto tradizionale. Abbiamo preferito non allinearci a quelle formule troppo spicciole e un po' da social, che si vedono con molta frequenza in rete. Abbiamo preferito dirigerci verso il contributo "pensato", e che si tratti di un saggio, e che si tratti di un commento ad una sentenza, e che si tratti di un commento ad una nuova norma.

Dal punto di vista economico la rivista è protetta con licenza Creative commons, modalità di predeterminazione dei limiti alla distribuzione dei contenuti. Ogni lavoro pubblicato potrà essere letto, scaricato, fotocopiato, ma non potrà essere utilizzato, per es. con la tecnica del copia-incolla, in altra sede o all’interno di un altro lavoro.

La Rivista si affaccia al mondo giuridico supportata in una duplice direzione: quella della scienza e quella dell'esperienza; sono, infatti rappresentative di scienza ed esperienza le figure del Prof. Avv. Carmine Punzi - che ci ha onorato anche della Sua presenza durante la presentazione della rivista in Aula Avvocati presso la Suprema Corte - e dei Proff.ri Avv.ti Romano Vaccarella e Mario Sanino, che ci hanno consentito di aprire la prima pagina con dei Contributi certamente di taglio non tradizionale, ma altrettanto certamente significativi, nei quali hanno voluto "raccontare", ma soprattutto rappresentare ai giovani, la loro intensa vita professionale, sempre condotta sul doppio binario della ricerca scientifica e dell’avvocatura, con un impegno che poche volte incontra limiti o soste e con risultati di altissimo livello che sono sotto gli occhi di tutti.

Ma c'è un altro soggetto, imprescindibile protagonista della vicenda creativa della Rivista: è la Scuola forense "V.E.Orlando", la cui intitolazione, mi piace ricordare, è dovuta ad una felice proposta, ormai diversi anni orsono, dell’amico Prof. Avv. Piero Sandulli. Quella di V.E. Orlando è figura di rango, che compendia in sé il ruolo del giurista a tutto tondo – professore universitario ed avvocato -, nonché del politico, in particolare del politico riformatore (membro dell’Assemblea costituente); la Scuola a lui intitolata ha sempre cercato, nel tempo, di mantenere alto e di far crescere il livello delle sue attività istituzionali, in ottemperanza anche al nome che porta. Auspichiamo che la nascente rivista “Giustizia” possa muoversi nella stessa direzione.

Essa non è solo una gemmazione della scuola forense dell’Ordine di Roma, ma è soprattutto dalla Scuola che è stata generata l’idea creativa. Si è trattato di un percorso semplice, iniziato all’interno del comitato scientifico e del corpo docente, dove lentamente è maturato l’auspicio che la Scuola potesse esprimersi, oltre che attraverso la sua tradizionale funzione didattica, anche rappresentando all’esterno la voce di coloro che contribuiscono alla sua vita ed alla sua crescita; da lì la fondazione di una rivista giuridica ci è sembrata il modo migliore per dare seguito a quell’auspicio.

L’idea è stata accolta immediatamente con entusiasmo, non solo dai colleghi docenti, ma anche dai discenti della Scuola e, con grande piacere, ho iniziato subito a ricevere email di disponibilità a collaborare al progetto. Anche a quei dottori, oggi, credo, giovani avvocati, nonché ai discenti dell’anno in corso, va il nostro sincero ringraziamento e l’invito, proprio ora, a farsi nuovamente avanti perché si inizia concretamente a lavorare.

Prof. Giorgetta Basilico

 

Molti dei presenti e di coloro che hanno avuto notizia della pubblicazione della Rivista online "Giustizia" si saranno chiesti il perché dell'uscita di una nuova rivista, questa diffusa a Roma su iniziativa della Fondazione Scuola Forense "Vittorio Emanuele Orlando" dell'Ordine degli Avvocati di Roma.

E ciò in una stagione in cui languono o sono scomparse riviste che hanno avuto lunga storia e acquistato grande prestigio, come "Temi Romana", che ha avuto un passato glorioso, e "Giurisprudenza di merito" fondata alla fine degli anni '60, e cioè nel 1969, da un gruppo di professori (allora giovani) dell'Ateneo Romano e di valenti magistrati, e che ha vissuto una lunga stagione di successi.

Questa grave crisi di alcune importanti riviste cartacee ha certo una causa nel declino della carta stampata e nello sviluppo vorticoso degli strumenti di conoscenza on-line, che hanno offerto agli utenti, professionisti e studiosi facilità e immediatezza di accesso alle fonti per la ricerca rapida della giurisprudenza ed anche per la consultazione della dottrina.

Ma un'altra e concorrente causa, non meno grave, è l'evidente fraintendimento da parte degli utenti della giustizia, che nei giudizi civile, penale e amministrativo, sarebbe ormai sufficiente invocare i principi affermati dalla giurisprudenza di legittimità e che un ruolo assolutamente subalterno avrebbero la giurisprudenza di merito e la dottrina.

Ora è da miopi ignorare il progressivo declino della carta stampata e, per quanto ci interessa, delle riviste cartacee, anche di quelle di antica e consolidata tradizione.

Declino che è dovuto ad una serie di fattori e cause concorrenti e, tra l'altro, dei sempre più alti costi delle riviste cartacee, per le materie prime, la stampa, la distribuzione. Ma anche dalla fin troppo ovvia ricerca del profitto da parte delle grandi catene editoriali, che hanno assorbito le case editrici tradizionali, nonché dall'ingombro di spazio che queste riviste cartacee determinano nelle nostre biblioteche.

A questi inconvenienti si accompagna necessariamente la rapida obsolescenza delle raccolte cartacee, che rappresentano spesso elegante arredo degli studi professionali, ma la cui utilizzazione per gli anni remoti è ormai estremamente ridotta.

E - lo dico con profonda amarezza -, anche per le ricerche scientifiche e per la soluzione delle più delicate questioni proposte da controversie giudiziarie. Giacché spesso anche per queste la ricerca dei materiali necessari si esaurisce nella consultazione delle banche dati, relative tra l'altro solo agli ultimi anni.

Io - come è evidente - non sono un nativo digitale e ho nostalgia della macchina da scrivere lettera 22, con cui ho composto la mia tesi di laurea e la prima comparsa della mia professione.

Ma, comunque, non posso ignorare che questa è la realtà di oggi. Ritengo, ugualmente, di poter formulare l'auspicio che sia gli studiosi, sia tutti gli operatori del diritto - avvocati e magistrati - apprezzino sì il vantaggio offerto dagli strumenti informatici, ma non esauriscano le ricerche nella individuazione delle massime contenenti il principio di diritto utile per la soluzione del caso concreto oggetto della singola causa.

Oggi è permesso l'accesso in via informatica anche ai testi integrali delle sentenze ed ai commenti e alle ricerche, che sono utilizzabili e - a mio avviso necessari - per una seria impostazione anche degli atti giudiziari.

Se, quindi, si è consapevoli dell'occasione preziosa oggi offerta anche dall'esistenza di questo materiale il cui accesso è ormai facilitato a tutti, si può fare un passo avanti - e non indietro - per la crescita non solo della qualità della professione e dell'attività giudiziaria, ma anche per il livello della ricerca scientifica.

Da ultimo un'osservazione in ordine all'importanza, nell'attuale stagione della nostra giustizia, delle pronuncie dei giudici di merito anche nella formazione degli orientamenti giurisprudenziali.

Non v'è dubbio che soprattutto negli ultimi tempi è stata esaltata e rinvigorita la funzione nomofilattica delle Corti Supreme e, per quanto concerne la giurisdizione ordinaria civile e penale in Italia, della Corte di Cassazione e, soprattutto, delle Sezioni Unite della Corte.

Basti ricordare che le sezioni semplici della Corte devono uniformarsi ai principi affermati dalle Sezioni Unite e che, inoltre, uno dei motivi di inammissibilità e quindi di preclusione del ricorso in cassazione, introdotto dalla Novella del 2009 (L. 18 giugno 2009 n. 69) con l'art. 360 bis del codice, si ha nell'ipotesi in cui "il provvedimento impugnato ha deciso le questioni di diritto in modo conforme alla giurisprudenza della Corte di Cassazione".

Tuttavia non si può dimenticare che anche le sezioni semplici, quando ritengono di non condividere il principio di diritto enunciato dalle sezioni unite rimettono sì a quest'ultime la decisione, ma devono farlo non in modo passivo, ma con ordinanza motivata. E in questa "ordinanza motivata" possono appunto motivare il loro dissenso  e sollecitare un mutamento dell'orientamento espresso dalle stesse sezioni unite.

Si deve aggiungere, poi, a proposito dell'inammissibilità del ricorso per cassazione prevista dal novellato art. 360 bis, quando il provvedimento impugnato ha deciso la questione di diritto in modo conforme all'orientamento della Corte, che lo stesso art. 360 bis ammette un'eccezione, giacché prevede espressamente che viene fatta salva l'ipotesi in cui i motivi di ricorso formulati dal ricorrente offrono "elementi per …. mutare l'orientamento della stessa Corte".

Ciò significa che, con l'indubbio rafforzamento della funzione nomofilattica della Cassazione ed anche del ruolo delle sezioni unite rispetto alle sezioni semplici della Corte, non è stato completamente schiacciato e spento il fermento di idee e principi, che si può manifestare sin dalle fasi di merito dei giudizi.

Devo aggiungere, per concludere, che per l'esatto inquadramento e per la corretta lettura degli orientamenti della Corte di cassazione non ci si può e no ci si deve fermare alla ricerca delle massime, ma è necessario procedere alla lettura delle motivazioni delle sentenze, che anche le riviste on-line oggi offrono.

E l'uscita della rivista "Giustizia", che oggi viene presentata in questa aula che vedo gremita soprattutto di giovani colleghi, mi conforta e rafforza la speranza che questo auspicio possa trasformarsi in realtà.

La rivista, che vede l'incontro di colleghi professori universitari di materie giuridiche con autorevoli avvocati e prestigiosi magistrati, prevede, innanzi tutto, l'accesso gratuito che - non c'è da nascondere - spingerà soprattutto i colleghi più giovani ad utilizzarla abitualmente.

In secondo luogo, la rivista non si limiterà all'offerta della riproduzione di massime della Cassazione, ma sarà sensibile anche alle prese di posizione della giurisprudenza di merito. E inoltre offrirà a tutti il supporto di contributi scientifici sia sollecitati dalle prese di posizione della giurisprudenza sia fondamentali per l'approfondimento delle questioni di volta in volta emerse.

Ed allora non possiamo, di fronte a questa iniziativa della Fondazione Vittorio Emanuele Orlando dell'Ordine degli Avvocati di Roma e che vede impegnati tanti autorevoli colleghi, che compiacerci ed augurare buon lavoro e buona fortuna.

Buon lavoro ai direttori della Rivista, Vaglio e Basilico, ai vicedirettori Acciai, Bolognesi e Panella, al comitato scientifico, al comitato di redazione e ai segretari di redazione.

All'augurio di buon lavoro si deve accompagnare e si accompagna l'impegno di collaborare tutti alla riuscita di questa preziosa iniziativa.

Quindi grazie e buon lavoro, cari colleghi e amici!

Prof. Avv. Carmine Punzi